Dubbi (54)

Al lavoro

Dopo aver visto una fotografa in azione con una vera modella e aver fatto (di straforo) un paio di foto alla modella, mi è venuta voglia di provare anche a fotografare essere umani fascinosi e consenzienti. I risultati posso essere inaspettati. 🙂

Mi sento un po’ trascinata da desideri contrastanti: da una parte vorrei approfondire e migliorare le tecniche che già conosco, dall’altra vorrei esplorare cose nuove. Insomma vorrei che le giornate potessero durare 48 ore, per avere il tempo di fare tutto quello che devo/voglio fare e anche di dormire. Ma gli altri come fanno?

English abstract: “Dubts” – Today, all the morning on a photographic stage. A great experience and some nice shot.
I would like to try new experience and to consolidate the tecniques I already know. I need a longer day – 48 hours would be enought. 🙂

Immagini: oggi tantissime immagini, di fotografi famosi e meno noti. Per prima cosa un bel video su TED “Edward Burtynsky photographs the landscape of oil“. Il primo fotografo è Joe Mc Nelly, fotogiornalista americano, con un portfolio suggestivo (bellissime le immagini della sezione dedicata alla danza) e un bel blog. Poi due notissimi nomi Irving Penn (immagini pungenti, per i soggetti scelti e il modo di riprenderli) e Richard Avedon (che ho scoperto non essere solo un fotografo di moda, ma anche un grande ritrattista. Era proprio un grande fotografo).

Manuale: pag. 51 – Ritratti notturni

Dati scatto:

  • macchina: Canon EOS 450D
  • obiettivo: Canon EF 100mm
  • lunghezza focale: 100mm
  • modalità: manuale
  • messa a fuoco: automatica
  • otturatore: 1/20
  • apertura: f/2,8
  • ISO: 100
  • Great photo. It's nice to see you trying new things. Keep it up. I'm not sure if 48 hours would even be enough, but I would be grateful for more time. Shooting models is not an easy job. It's much easier when you are the art director and not the person behind the camera.

  • Bella foto. Secondo me ci vuole un sacco di fegato. Non tanto a fare la fotografa, quanto a fare la modella. Io morirei di vergogna a stare davanti a un obiettivo, con uno che mi dice “fai così, mettiti così”. Vero è che io mi innervosisco pure se mi devo fare una fototessera, e non è una cosa sana.
    Però, sinceramente… dietro la macchina si sta molto, molto meglio. Anche quando ti senti solo un bambino con un (costoso) giocattolo. 😉